Bambini e adolescenti: in prima linea di fronte agli alimenti ultra-trasformati

Febbraio 19, 2026

Alla fine del 2025, l’UNICEF ha evidenziato ancora una volta l’impatto degli alimenti ultra-trasformati sulla salute e sul peso di bambini e adolescenti in tutto il mondo. Paesi, regioni e associazioni stanno cercando di mobilitarsi per contrastare la lobby industriale.

Secondo i Diritti dell’Infanzia stabiliti dall’UNICEF, ogni minore ha il diritto di essere in buona salute e di avere accesso a un’alimentazione sana, e deve essere sostenuto dal governo del suo Paese per raggiungere questi due principi fondamentali. I dati però mostrano una realtà diversa: nel 2025, il rapporto dell’UNICEF ha evidenziato come gli ambienti alimentari mettano a rischio i bambini, a causa dell’aumento del consumo di cibi industriali che interessa tutte le età e tutti gli ambienti sociali ed economici. Per la prima volta, i casi di obesità tra i bambini dai 5 ai 19 anni superano quelli di denutrizione. A dicembre, l’UNICEF ha pubblicato un rapporto completo sui bambini e gli alimenti ultra-trasformati, sottolineando non solo l’impatto nocivo di questi prodotti sulla salute, ma anche la loro onnipresenza, nonché il ruolo cruciale dei governi nella regolamentazione e nella legislazione volte a risolvere questo problema.

Per l’UNICEF, se l’educazione dei genitori resta importante, il problema dei cibi ultra-trasformati dipende soprattutto dalla strategia delle aziende, che espongono adulti e bambini a una massiccia presenza di messaggi marketing. Questa strategia è stata paragonata a quella utilizzata dall’industria del tabacco alla fine del XX secolo. In tutto il mondo, varie istituzioni si sono mobilitate per opporsi ai grandi gruppi alimentari. A San Francisco, la città ha deciso di intraprendere un’azione legale contro dieci gruppi alimentari, criticando l’onnipresenza dei loro prodotti, che rappresentano il 70% degli articoli venduti nei supermercati, impedendo così ai consumatori, compresi i bambini e gli adolescenti, di fare scelte consapevoli.

Si tratta infatti di un fenomeno in costante espansione, che prende di mira anche i bambini più piccoli. La crescita del mercato degli alimenti per l’infanzia evidenzia l’impatto di una lobby industriale che cerca di attirare i futuri consumatori fin dalla più tenera età al fine di creare un desiderio per i prodotti industriali, attraverso snack o stuzzichini presentati come alternative equilibrate. È un modo per “preparare il terreno” e fidelizzare bambini e adolescenti che avranno sviluppato un gusto per le consistenze e gli aromi dei prodotti industriali.

Ma i governi stanno reagendo :

  • nel Regno Unito, all’inizio di gennaio è entrata in vigore una legge “anti junk food” per limitare la diffusione di pubblicità di alimenti meno equilibrati, che ora sono vietati in televisione prima delle 21 e in modo continuativo su Internet e sui social network. Questa misura è la risposta a una situazione preoccupante: The Guardian sottolinea l’impatto del marketing incessante su una popolazione giovane che presenta uno dei tassi di obesità più alti d’Europa.
  • Anche in Thailandia, dove il tasso di obesità infantile è raddoppiato in 20 anni, il governo ha lanciato all’inizio del 2026 l’iniziativa KIN-D per promuovere l’educazione a un’alimentazione sana, compresi gli ambienti commerciali che promuovono scelte equilibrate.

Questa tendenza positiva verso l’educazione e il sostegno è evidente anche nell’approccio di molte ONG, comprese quelle sostenute da BNP Paribas Cardif attraverso l’iniziativa My Food My Future. La brochure 2025 riassume l’impatto internazionale del progetto ed è disponibile qui (link da integrare).